La Biennale ci sta dicendo chiaramente una cosa che vale ovunque ma che in Italia, tra politiche fiscali favorevoli e presenza internazionale nulla, risulta amplificata ed evidente: il mercato non fa cultura e viceversa. Non automaticamente, per lo meno, e non basta essere il luogo dove l’arte mondiale si incontra; occorre diventare anche il luogo dove essa si produce e si capisce se vogliamo che le due cose lavorino e si fortifichino a vicenda. Economia e cultura non sono nemiche ma perché il loro incontro crei valore in ogni senso servono equilibrio, visione e sistema. Andare in ordine sparso farà sorridere solo il politico di turno che si intesterà vittorie effimere.

Un mio articolo su Il Giornale dell'Arte qui

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