«Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova» diceva Agatha Christie. Se qualcuno ha ostinatamente visto l’assenza di artisti italiani alla Biennale di Venezia come un caso sfortunato in un mondo cinico e baro, quella certificata poco dopo a Manifesta16 avvicina di un passo anche i più inguaribili ottimisti alla certezza che qualcosa non funziona.
La domanda che resta in sospeso non è se il problema esiste ma se qualcuno intenda, finalmente, costruire le condizioni perché gli artisti italiani esistano, in forme riconoscibili, dentro il sistema che oggi decide cosa è arte contemporanea.
Un altro articolo per il Giornale dell'Arte